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REQUISITI PER LA CERTIFICAZIONE NEI CONTRATTI DI APPALTO

Per poter escludere pesanti obblighi previsti dall‘articolo 17-bis D.Lgs. 241/1997, è prevista la possibilità di rilascio, da parte del soggetto appaltatore, di una certificazione dell’Agenzia delle Entrate da cui risultino alcuni requisiti.

Innanzitutto è previsto che il soggetto appaltatore risulti in attività da almeno tre anni. Per verificare che la società sia in attività da almeno tre anni occorre fare riferimento ai criteri delineati nel provvedimento dell’Agenzia delle Entrate n.110418.

E’ stato inoltre precisato che il requisito dell’esistenza in vita da almeno tre anni, deve sussistere con riferimento all’ultimo giorno del mese oggetto della richiesta, procedendo a ritroso di tre anni.

Per quanto concerne gli obblighi dichiarativi, per considerare il requisito esistente, è richiesto che siano presentate le dichiarazioni dei redditi nell’ultimo triennio.

Per i versamenti viene precisato che, per verificare i versamenti in conto fiscale non inferiori al 10% dei ricavi e compensi, occorre prendere in considerazione i periodi d’imposta a cui si riferiscono le dichiarazioni presentate nell’ultimo triennio.

Il totale dei versamenti in conto fiscale registrati nei periodi d’imposta a cui si riferiscono le dichiarazioni presentate nell’ultimo triennio non sia inferiore al 10% del totale complessivo dei ricavi o compensi risultanti dalle dichiarazioni medesime.

In riferimento alla soglia del 10%, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che, per verificare tale requisito occorre fare riferimento:

  • Per il numeratore: ai versamenti complessivi effettuati tramite modello F24 per tributi, contributi e premi assicurativi INAIL (esclusi i pagamenti dei debiti iscritti a ruolo), al lordo dei crediti compensati, nel corso dei periodi d’imposta cui si riferiscono le dichiarazioni dei redditi presentate nell’ultimo triennio;
  • Per il denominatore: ai ricavi o compensi complessivi risultanti dalle dichiarazioni presentate nello stesso triennio.

L’Agenzia delle Entrate ha inoltre precisato che se nell’ultimo triennio sono scaduti i termini per la presentazione di due sole dichiarazioni, occorre fare riferimento a tali dichiarazioni. Nel caso in cui un’impresa costituita il 1° gennaio 2017 e che a febbraio 2020 risulta avere più di tre anni di vita, ma risulta aver presentato le dichiarazioni dei redditi relative ai periodi d’imposta 2017 e 2018, il riscontro dovrà essere effettuato su due dichiarazioni.

Infine, in merito al requisito che non devono risultare iscrizioni a ruolo per importi eccedenti la soglia di 50.000 euro, è stato precisato che per determinare i valore dei “debiti non soddisfatti“, occorre prendere in considerazione esclusivamente i debiti riferiti alle imposte, ritenute e contributi previdenziali, escludendo interessi, sanzioni ed oneri diversi.

La sussistenza del requisito deve essere verificata con riferimento all’ultimo giorno del mese oggetto della richiesta.