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NORMATIVA SUGLI SCONTRINI TELEMATICI

L’articolo 2, comma 1, D.Lgs. 127/2015 dispone che, dal 1° gennaio 2020, i soggetti che effettuano operazioni di vendita al dettaglio/minuto e assimilate, devono memorizzare elettronicamente e trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai corrispettivi giornalieri.

L’obbligo in questione scatta già a decorrere dal 1° luglio 2019 per i soggetti con un volume d’affari superiore ad euro 400.000.

Il volume d’affari da considerare è quello complessivo del soggetto passivo d’imposta e non quello relativo a una o più tra le varie attività svolte dallo stesso. Inoltre, occorre fare riferimento al volume d’affari relativo al 2018.

Tuttavia potrebbero esserci delle ipotesi di esonero dall’invio telematico dei corrispettivi giornalieri. Ad esempio l’effettuazione di operazioni imponibili verso consumatori finali, certificate dal contribuente con la fattura.

Oppure un’ipotesi di esonero in cui il contribuente rientri tra le persone esenti dalla memorizzazione elettronica e trasmissione dei corrispettivi, stabilite con il D.M. 10.05.2019. Oppure che svolgono operazioni non soggette a suddetto obbligo, come stabilito dall’articolo 2 D.P.R. 696/1996, tra le quali figurano le cessioni di beni poste in essere da soggetti che effettuano vendite per corrispondenza.

In merito l’Agenzia delle Entrate aveva confermato che i corrispettivi derivanti dal commercio elettronico continuano ad essere esonerati dall’obbligo di invio telematico dei corrispettivi mentre devono essere annotati nel registro previsto dall’articolo 24 del D.P.R. n.633 del 1972.

Infine, non in tutti i casi i contribuenti con volume d’affari 2018 superiore a 400.000 euro erano necessariamente tenuti all’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi per il secondo semestre 2019.

Ha generato un enorme disappunto, tra gli operatori del settore, la “lettera amichevole”, indirizzata agli operatori del commercio al minuto e attività assimilate, che si aggiunge come un ulteriore adempimento di natura tributaria e informatica posti a carico dei professionisti.

A seguito delle lamentele è stato pubblicato sul sito ufficiale dell’Agenzia delle Entrate un comunicato, con il quale è stato chiarito che i chiarimenti o le segnalazioni non sono necessari per chi, pur operando nell’ambito del commercio al dettaglio e attività assimilate, ha deciso di certificare le proprie operazioni esclusivamente con la fattura.

L’obiettivo di questa “telematizzazione di massa” dei documenti contabili e del rapporto tributario tra Stato e contribuente porti a dei benefici per i contribuenti, per i professionisti e per l’Erario.