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LA CU PREVIDENZIALE DEGLI OCCASIONALI

Le certificazioni delle ritenute d’acconto relative al lavoro autonomo occasionale, svolto da soggetti privi di partita IVA, applicate nella misura del 20%, dovranno essere inviate entro il 7 marzo all’Agenzia delle Entrate e consegnate entro fine marzo ai contribuenti.

Si può definire lavoratore autonomo occasionale colui che si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente e in via del tutto occasionale.

Il lavoro autonomo occasionale si distingue quindi per:

  • La completa autonomia del lavoratore circa i tempi e le modalità di esecuzione del lavoro;
  • La mancanza del requisito della continuità;
  • Il mancato inserimento funzionale del lavoratore nell’organizzazione aziendale.

Ai sensi dell’articolo 67, comma 1, lettera l), Tuir, i redditi da lavoro autonomo occasionale sono fiscalmente classificati fra i redditi diversi.

L’articolo 71, comma 2, Tuir dispone che l’imponibile sia ricavato per differenza tra l’ammontare percepito nel periodo d’imposta e le spese sostenute per la loro produzione.

Nella compilazione della certificazione occorre individuare la causale della tipologia di somma corrisposta, scegliendo la classificazione in base ai codici disponibili:

A= prestazioni di lavoro autonomo rientranti nell’esercizio di arte o professione abituale; B= prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente; M1= redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, non fare o permettere; O= prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, per le quali non sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione separata; O1= redditi derivanti dall’assunzione di obblighi di fare, di non fare e permettere, per le quali non sussiste l’obbligo di iscrizione alla gestione separata.

Nelle causali O e O1 si fa riferimento ai soggetti percepenti con più di 65 anni che hanno esercitato la facoltà di non iscrizione alla gestione separata INPS lavoratori autonomi.

Pertanto la causale di riferimento per le prestazioni di lavoro autonomo non esercitate abitualmente, dovrebbe essere la M anche nel caso in cui il reddito del lavoratore autonomo sia stato assoggettato a contribuzione INPS.

Tra i dati fiscali della certificazione occorre indicare l’ammontare lordo corrisposto (punto 4), l’imponibile (punto 8) e le ritenute d’acconto trattenute (punto 9).

Se la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali superi i 5.000 euro annui, il lavoratore autonomo, viene assoggettato a contribuzione INPS e occorre compilare anche la parte della certificazione dedicata ai dati previdenziali.

Se la soglia soglia fosse superata con più compensi nello stesso mese, ciascun committente concorrerà in misura proporzionale, in base al rapporto fra il suo compenso e il totale delle erogazioni del mese.

I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai committenti occasionali il superamento della soglia di esenzione e iscriversi alla Gestione Separata, solo per la prima volta.

L’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte eventuali spese addebitate al committente e risultanti nella ricevuta. Tali spese dovranno essere indicate al punto 20 della certificazione.

L’onere contributivo deve essere ripartito nella misura di un terzo per il collaboratore, mentre per il committente nella misura di due terzi. Il versamento dei contributi dovrà essere effettuato dall’azienda committente tramite modello F24.