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IL MODELLO VALUTATIVO DEGLI STUDI PROFESSIONALI

Nella valutazione degli studi professionali la prassi utilizza i metodi valutativi concepiti tradizionalmente per le aziende, ma predispone ulteriori analisi specifiche, atte ad evidenziare le caratteristiche e le potenzialità degli studi professionali. Come ad esempio:

  • Le caratteristiche della clientela e la considerazione di tutti quegli elementi soggettivi, di natura immateriale, derivanti dal rapporto di fiducia professionista-cliente, che permette di individuare il valore del “pacchetto clienti” e determinare l’avviamento dello studio;
  • Le risorse umane che collaborano nello studio, è necessario individuare i rapporti stabili e continuativi con i dipendenti ed evidenziarne le rispettive mansioni;
  • I servizi offerti e le aree di specializzazione in cui lo studio opera;
  • Le procedure utilizzate e l’individuazione di sistemi di qualità presenti che consentono di realizzare una gestione organizzativa efficiente dello studio.

Fino ad oggi è stato seguito un approccio basato su un metodo misto per valutare gli studi, questo metodo deriva dalla combinazione del metodo reddituale-finanziario e del metodo dei multipli di mercato. Con questa combinazione si prevede la costruzione di un Business Plan dettagliato in grado di individuare i flussi finanziari attesi dall’attività professionale e di esaminare la convenienza dell’operazione.

La valutazione di un’attività professionale richiede delle stime specifiche, in quanto la cessione di uno studio implica oltre che la cessione del pacchetto clienti anche il trasferimento di ogni elemento di natura immateriale riconducibile al professionista cedente, tra cui anche il brand dello studio.

In riferimento agli studi ragionieri, dottori commercialisti e consulenti del lavoro, per i quali la maggior parte del pacchetto clienti è legato continuativamente alle prestazioni dello studio professionale (i servizi che offre) è possibile analizzare nel dettaglio la clientela dello studio, poiché è un elemento di valutazione ripetibile negli anni.

Negli studi professionali viene applicato, generalmente, il seguente modello valutativo:

Vengono analizzati approfonditamente i ricavi dell’ultimo anno di riferimento, i quali vengono rettificati secondo un’ analisi della clientela e delle potenziali cause di esclusione della stessa.

Non si deve tener conto di quelle operazioni straordinarie o di natura soggettiva che potrebbero modificare il valore effettivo della clientela stessa. Bisogna fare attenzione sul grado di intensità delle relazioni esistenti, per distinguere i clienti altamente fidelizzati con quelli meno fidelizzati, o con quelli il cui rapporto è occasionale.

La clientela rappresenta per lo studio professionale sia una fonte di potenzialità economiche sia una fonte di perdite e cali di fatturato. Pertanto occorre concentrare l’attenzione su ogni singola posizione, per meglio individuare le capacità reddituali/finanziarie dell’attività ed evitare situazioni rischiose (chiusura del cliente) che possono comportare una diminuzione del valore economico dell’attività professionale.

la riclassificazione dei ricavi e dei costi permette di elaborare un Business Plan capace di evidenziare puntualmente i flussi finanziari attesi nel breve periodo, in entrata e in uscita, dell’attività esaminata.

Un’attenzione particolare deve essere rivolta all’analisi dell’organigramma dello studio, individuando le mansioni e i relativi costi delle risorse esistenti, nonché eventuali mansioni/costi sostitutivi.

Dopo quest’attività viene determinato il valore dello studio applicando il metodo dei multipli:

Il multiplo è calcolato sulla base dell’analisi di regressione di un campione di transazioni comparabili ed è riferito al fatturato ripetibile dello studio. Il multiplo ottenuto può essere rettificato considerando le caratteristiche dello studio e i flussi finanziari del Business Plan nel breve periodo (3/5 anni).

L’obiettivo principale nella valutazione di uno studio professionale rimane l’individuazione della redditività in condizioni di funzionamento ordinario e la capacità dell’attività professionale di generare flussi reddituali/finanziari in grado di remunerare in modo congruo il capitale investito.