EDUCAZIONE FINANZIARIA

Il nostro paese ha uno dei livelli più bassi in assoluto di educazione finanziaria, come testimoniato da innumerevoli e autorevoli ricerche (OCSE, S&P).

Manca, nel cittadino, la consapevolezza su quello che è la finanza. E non parliamo di cose complesse, ma parliamo, per esempio, della gestione dei conti correnti attivi o passivi.

Per esempio, molti si lamentano di non poter accendere finanziamenti perché gli viene detto, genericamente, che hanno segnalazioni in centrale dei rischi o che sono segnalati come cattivi pagatori.

Altri non accedono al credito perché 30 anni prima sono falliti.

Poi c’è una gran confusione quando si parla di anatocismo ed usura. Pochissimi hanno chiaro di cosa si tratti, quali strumenti ci sono per difendersi.

La cosa peggiore è che chi ha una attività, piccola, media o grande, dovrebbe quantomeno conoscere gli elementi fondamentali per l’accesso al credito: la lettura della centrale bilanci. Invece niente: ben pochi la conoscono, la sanno comprendere ed interpretare.

Poi, se non si conosce cosa è l’inflazione, come si può pretendere di saper usare gli strumenti adatti che ci possono proteggere da questo meccanismo economico?

Questo manca in Italia: la consapevolezza finanziaria, l’educazione finanziaria. Solo in questo modo si può valutare in modo indipendente rispetto agli operatori del settore.

La condizione è: avere una educazione finanziaria di base ed affidarsi ad un consulente finanziario professionista.

Per prima cosa, inizieremo a pubblicare periodicamente elementi di educazione finanziaria.

Per ricevere assistenza da MARCO COLZI, consulente finanziario professionista abilitato, socio COFIP, compilate il form sottostante per avere una prima CONSULENZA GRATUITA.

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