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DONAZIONI IN NATURA AGLI ENTI DEL TERZO SETTORE

Sulla Gazzetta Ufficiale n.24 del 30 gennaio scorso è stato pubblicato il D.M. 28.11.2019 che regola le donazioni in natura agli enti del terzo settore.

Il decreto individua le tipologie di beni la cui donazione a un ente del terzo settore non commerciale da diritto:

  • A una detrazione IRPEF del 30%, elevata al 35% nel caso di donazioni a organizzazioni di volontariato;
  • O alla deducibilità dal reddito complessivo del soggetto erogatore nel limite del 10% del reddito complessivo dichiarato da persone fisiche, enti e società.

In attesa che venga istituito il Registro Unico del Terzo Settore, l’agevolazione si applica attualmente alle associazioni di promozione sociale, alle organizzazioni di volontariato e alle Onlus.

Invece, destinatari della liberalità potranno essere tutti gli enti del terzo settore, comprese le cooperative sociali ed escluse le imprese sociali costituite in forma di società.

Con riferimento alla tipologia di beni oggetto della donazione il provvedimento non pone alcuna distinzione merceologica.

Per la quantificazione della donazione è necessario fare riferimento al criterio del valore normale dell’articolo 9 Tuir. Nel caso di erogazione liberale avente ad oggetto un bene strumentale, l’ammontare della detrazione o della deduzione deve essere determinato con riferimento al residuo valore fiscale all’atto del trasferimento.

Nel caso in cui siano come oggetto della cessione gratuita beni alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa, o i beni acquistati o prodotti per essere impiegati nella produzione, per quantificare la liberalità sarà necessario prendere il minore tra il valore normale e quello determinato applicando le disposizioni sulle valutazioni delle rimanenze, di cui all’articolo 92 Tuir.

Nel caso di donazioni di beni fuori dall’ambito dell’impresa è sempre necessaria una perizia giurata che attesti il valore dei beni donati, nel caso in cui il valore della singola cessione sia superiore a 30.000 euro o non sia possibile desumerne il valore sulla base di criteri oggettivi.

La perizia non deve essere datata a non più di 90 giorni prima del trasferimento del bene (deve essere recente), e deve essere conservata in copia dal soggetto destinatario dell’erogazione.

Il donatore deve predisporre una dichiarazione scritta recante la descrizione analitica dei beni donati, con l’indicazione dei relativi valori.

Il soggetto destinatario deve invece predisporre una dichiarazione contenente l’impegno ad utilizzare direttamente i beni medesimi per lo svolgimento dell’attività statutaria, ai fini dell’esclusivo perseguimento di finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale.