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CREDITI D’IMPOSTA INDUSTRIA 4.0

Gli incentivi fiscali ricompresi nel piano nazionale industria 4.0 sono stati rivisti con la Legge di Bilancio 2020. Da quest’anno cambiano le modalità di fruizione dell’agevolazione.

Il beneficio fiscale è destinato agli investimenti in beni materiali e immateriali 4.0 come sistemi per l’assicurazione della qualità e della sostenibilità e dispositivi per l’interazione uomo macchina, per il miglioramento dell’ergonomia e della sicurezza sul posto di lavoro, software, sistemi, system integration, piattaforme e applicazioni.

Dal 2020, la norma premia gli investimenti in beni immateriali anche se non connessi ad investimenti in beni immateriali “Industria 4.0”. Fino allo scorso anno, invece, solo l’acquisto di un bene 4.0 agevolato con l’iper ammortamento (+170%) consentiva la fruizione del super ammortamento (+40%) sul software.

Il credito d’imposta spettante viene modulato a seconda della tipologia di bene acquisito.

  • Per investimenti in beni 4.0 (fino a 2.500.000 euro) il credito d’imposta viene modulato al 40%, da ripartire in 5 quote annuali (8% l’anno), a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione.
  • Per investimenti in beni 4.0 (oltre i 2.500.000 e fino ai 10.000.000 di euro) il credito d’imposta viene modulato al 20%, da ripartire in 5 quote annuali (4% l’anno), a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione.
  • Per investimenti in software (massimo 700.000 euro) il credito d’imposta viene modulato al 15%, da ripartire in 3 quote annuali (5% l’anno), a decorrere dall’anno successivo a quello dell’avvenuta interconnessione.
  • Beni strumentali non 4.0 (massimo 2.000.000 di euro) il credito d’imposta viene modulato al 6%, da ripartire in 5 quote annuali (1.2% l’anno), a decorrere dall’anno successivo a quello di entrata in funzione.

Il credito d’imposta può essere usato esclusivamente in compensazione tramite modello F24, avvalendosi dei canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

L’articolo 3 del Decreto Fiscale (D.L. 124/2019) ha previsto la possibilità di utilizzo in compensazione dei crediti, per importi superiori a 5.000 euro annui, solo a partire dal decimo giorno successivo a quello di presentazione della dichiarazione o dell’istanza da cui emerge il credito. Tale limite è stato esteso, a partire dal periodo d’imposta 2019, anche per i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle imposte sui redditi e all’imposta regionale sulle attività produttive.

I nuovi crediti d’imposta al 40%, 15% e 6% non rientrano nei limiti appena descritti e potranno essere utilizzati in compensazione dal 1° gennaio dell’anno seguente la maturazione.

Tali crediti non sono soggetti:

  • Al limite di 250.000 euro annui previsto per i crediti da quadro RU;
  • Al massimale annuale di utilizzo in compensazione pari a 7.000 euro;
  • Al divieto di compensazione in presenza debiti, di ammontare superiore a 1.500 euro, iscritti a ruolo per imposte erariali e relativi accessori, per i quali è scaduto il termine di pagamento.

Per eventuali controlli, i soggetti che si avvalgono del credito d’imposta in argomento sono tenuti a conservare la seguente documentazione:

  • Le fatture e gli altri documenti relativi all’acquisizione dei beni agevolati con l’espresso riferimento alle disposizioni dei commi da 184 a 194 della Legge di Bilancio 2020;
  • In caso di investimenti di costo unitario superiore a 300.000 euro è necessario produrre una perizia tecnica semplice rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato, da cui risulti che i beni possiedono caratteristiche tecniche tali da includerli negli elenchi di cui agli allegati A e B annessi alla L. 232/2016, oltre al requisito dell’interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
  • Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300.000 euro, l’onere documentale di cui al punto precedente può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante, ai sensi del D.P.R. 445/2000.

Le imprese che si avvalgono di tali misure di favore dovranno infine effettuare un’apposita comunicazione al Ministero dello sviluppo economico.