SANZIONI PER IVA TRIMESTRALE NON VERSATA

In arrivo le sanzioni per l’IVA trimestrale 2017 non versata

Nelle ultime settimane, i contribuenti stanno ricevendo via PEC gli avvisi bonari con le richieste di pagamento da parte dell’Agenzia delle Entrate, relative all’omesso versamento versamento dell’IVA trimestrale o mesile. Cosa fare  quando arriva la lettera? Come mettersi in regola?

L’invio “anticipato” è una vera rivoluzione per tutti i professionisti e imprenditori, abituati a ricevere l’avviso bonario dell’Agenzia delle Entrate solo dopo il termine di presentazione della dichiarazione annuale.

Viene dunque a mancare il periodo che intercorre tra l’invio della dichiarazione annuale ed il ricevimento dell’avviso bonario, durante il quale, il contribuente, aveva un congruo termine di tempo per poter regolarizzare la propria situazione dei versamenti IVA con il ravvedimento operoso.

Con l’invio delle liquidazioni periodiche IVA, l’incrocio dei dati dichiarati con i versamenti effettuati (o non effettuati) dai contribuenti, consente al fisco di richiedere in brevissimo tempo l’eventuale IVA omessa, con avviso bonario ex art. 54-bis del D.P.R. n. 633/72 e applicazione della sanzione del 10% se le somme si versano entro 30 giorni.

Quando dai controlli eseguiti emerge un risultato diverso rispetto a quello indicato nella comunicazione, l’Agenzia può emettere gli avvisi bonari di cui all’art. 54-bis, escludendo così la possibilità di ricorrere al ravvedimento operoso per i versamenti IVA non effettuati.

Al ricevimento dell’avviso bonario, se il contribuente è d’accordo con i dati segnalati dal fisco, può pagare entro 30 giorni la somma richiesta oppure effettuare la rateazione dell’avviso e formalizzare il pagamento della prima rata sempre entro 30 giorni dal ricevimento dell’avviso.

Nel caso in cui l’IVA non versata nel trimestre sia inferiore a 5 mila euro, la rateazione potrà essere concessa per un massimo di 8 rate trimestrali. Se le somme da versare superano 5 mila euro, la rateazione potrà essere suddivisa in un numero massimo di 20 rate trimestrali.

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Ristrutturare il debito aziendale e’ possibile se in futuro si prospetta redditivita’

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Il favor legis viene cioè spostato dal creditore alla continuità aziendale: cioè si tutela maggiormente l’azienda rispetto ai creditori.

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