CRISI AZIENDALI: IL CONCORDATO FISCALE

Tra i tanti strumenti a disposizione dell’azienda nelle fasi di crisi aziendali c’è il Il Concordato fiscale 182 ter.
Il Concordato fiscale 182 ter è uno strumento eccezionale che consente di poter stralciare i debiti con Agenzia delle Entrate, Inps ed Equitalia…
scopri come funziona guardando il video del mio collega SIMONE BRANCOZZI qui di seguito al link seguente http://www.imprenditoreitaliano.it/soluzioni-crisi-aziendali/videoformazione/

e per avere un consigli sull’argomento contattaci ai nostri recapiti: 055 873 9973 o marco@stcm.eu
Per tutte le info sul servizio di ristrutturazione debiti e soluzioni crisi guarda il link seguente:

Ristrutturazione debiti e soluzioni crisi aziendali

EDUCAZIONE FINANZIARIA

Il nostro paese ha uno dei livelli più bassi in assoluto di educazione finanziaria, come testimoniato da innumerevoli e autorevoli ricerche (OCSE, S&P).

Manca, nel cittadino, la consapevolezza su quello che è la finanza. E non parliamo di cose complesse, ma parliamo, per esempio, della gestione dei conti correnti attivi o passivi.

Per esempio, molti si lamentano di non poter accendere finanziamenti perché gli viene detto, genericamente, che hanno segnalazioni in centrale dei rischi o che sono segnalati come cattivi pagatori.

Altri non accedono al credito perché 30 anni prima sono falliti.

Poi c’è una gran confusione quando si parla di anatocismo ed usura. Pochissimi hanno chiaro di cosa si tratti, quali strumenti ci sono per difendersi.

La cosa peggiore è che chi ha una attività, piccola, media o grande, dovrebbe quantomeno conoscere gli elementi fondamentali per l’accesso al credito: la lettura della centrale bilanci. Invece niente: ben pochi la conoscono, la sanno comprendere ed interpretare.

Poi, se non si conosce cosa è l’inflazione, come si può pretendere di saper usare gli strumenti adatti che ci possono proteggere da questo meccanismo economico?

Questo manca in Italia: la consapevolezza finanziaria, l’educazione finanziaria. Solo in questo modo si può valutare in modo indipendente rispetto agli operatori del settore.

La condizione è: avere una educazione finanziaria di base ed affidarsi ad un consulente finanziario professionista.

Per prima cosa, inizieremo a pubblicare periodicamente elementi di educazione finanziaria.

Per ricevere assistenza da MARCO COLZI, consulente finanziario professionista abilitato, socio COFIP, compilate il form sottostante per avere una prima CONSULENZA GRATUITA.

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COMUNICAZIONE DATI TESSERA SANITARIA

COMUNICAZIONE DATI TESSERA SANITARIA

L’invio delle spese sanitarie prevista per il 31 gennaio 2017 è stata prorogata al 9 febbraio 2017. Lo ha annunciato un comunicato stampa di ieri in attesa del decreto ufficiale.

Le sanzioni per chi non trasmette i dati nei tempi non sono leggere.

L’obbligo di comunicare i dati delle spese sanitarie è stato previsto per permettere all’Agenzia delle Entrate di elaborare le dichiarazioni dei redditi precompilate(730 e Unico PF).  Dopo i provvedimenti estivi, si ricorda che l’elenco delle categorie obbligate comprende gli iscritti all’Albo dei Medici Chirurghi e Odontoiatri, le farmacie (pubbliche e private), le strutture accreditate al Servizio Sanitario Nazionale, le strutture autorizzate per l’erogazione dei servizi sanitari e non accreditate con il SSN, gli esercizi commerciali autorizzati alla distribuzione di farmaci da banco; gli psicologi; gli infermieri; le ostetriche/i; i tecnici sanitari di radiologia medica; gli ottici e i veterinari.

Tutti questi soggetti devono provvedere all’invio entro il 9 febbraio 2017 (scadenza originaria 31 gennaio 2017) altrimenti:

  • in caso di omessa, tardiva o errata trasmissione telematica dei dati è prevista una sanzione di € 100 per ogni comunicazione con un massimo di € 50.000, senza possibilità di avvalersi del cumulo giuridico (articolo 12 del D.Lgs. 472/1997).
  • se la comunicazione è correttamente trasmessa entro 60 giorni dalla scadenza, la sanzione è ridotta a un terzo, con un massimo di € 20.000.
  • nessuna sanzione prevista per coloro che trasmettono un errata comunicazione e la correggono nei 5 giorni successivi alla scadenza.

La norma di riferimento che prevede espressamente le sanzioni per la comunicazione al Sistema Tessera Sanitaria è l’art. 23 del Dlgsv 158 del 24/9/2015 che ha modificato l’art. 3 del Dlgsv 175 del 21/11/2014 aggiungendo il comma 5 bis.

Più flessibilità è concessa a coloro che trasmettono i dati per il primo anno, infatti l’articolo 3, comma 5-ter, del D.Lgs. 175/2014, prevede che per le trasmissioni effettuate nel primo anno di assolvimento dell’obbligo non si applichino le sanzioni previste nei casi di “lieve tardività“ o di errata trasmissione dei dati, laddove l’errore non abbia determinato una indebita fruizione di detrazioni/deduzioni nella dichiarazione precompilata.

L’IMPORTANZA DI STARE SU INTERNET

L’IMPORTANZA DI STARE SU INTERNET

Sono un artigiano o un commerciante o un professionista e faccio bene il mio lavoro, a cosa mi servono i social network? E perché dovrei fare personal branding? I clienti sono interessati ai miei prodotti, ai miei servizi e alle mie competenze professionali, di certo non alla mia persona… Siete sicuri? Mi dispiace darvi una delusione, ma la risposta a tutte queste domande è: il mondo è cambiato e anche il lavoro è cambiato, che lo vogliate o no i social network e il digital marketing vi riguarda. L’unica scelta che potete fare è: volete cavalcare l’onda o volete farvi travolgere dagli eventi? In entrambi i casi leggete l’articolo, alla fine della lettura avrete sicuramente una visione più consapevole.

Innanzitutto partiamo da due premesse fondamentali e cioè: perché mi devo interessare ai social network, e perché fare personal branding?

La risposta è semplice: mi devo preoccupare di internet perché ci sono tutti, manco solo io o meglio, io non ci sono volontariamente e consapevolmente, ma potrebbe esserci qualcun altro che mi ci porta a forza. Mi spiego meglio: il sig. Pinco è un Artigiano (ma potrebbe anche essere un commerciante o un professionista) che non ama perder tempo su Facebook, ma i suoi clienti sì e i suoi clienti hanno tanti amici con cui parlano on line e che discutono anche di come si trovano con il proprio commercialista. E cosa dicono di voi? Parlano bene o male? Finché rimanete off line non lo saprete mai.

Ecco quindi che diventa essenziale preoccuparsi del web e curare la propria immagine on line; ciò non significa necessariamente avere un sito web o investire in pubblicità on line, ma avere qualche piccola accortezza in più e utilizzare gli strumenti a disposizione con cognizione di causa.

Facciamo un piccolo test: digitate su Google motore di ricerca il vostro nome e cognome. Mettetevi nei panni di un vostro potenziale cliente o già cliente e guardate i risultati di ricerca. Cosa compare? Le risposte possibili sono:

  1. Non compare niente. Bene, avete un pagina bianca su cui poter iniziare a scrivere. Male, perché per la rete non esistete e ciò significa che a priori perdete tutti i potenziali clienti che potreste ottenere via web. Considerate che le statistiche oggi ci dicono che il consumatore, prima di acquistare un prodotto o un servizio (anche una consulenza), effettua una ricerca sul motore di ricerca. Ad esempio: Maria è una mia cara amica e mi ha consigliato Giovanni come consulente del lavoro, ma cercando su Google non trovo niente su Giovanni. Risultato? La mia percezione del valore di Giovanni diminuisce, in compenso ho trovato su Google Map un commercialista che ha lo studio proprio sotto casa mia e allora sai che c’è? Lo chiamo e prendo appuntamento.
  2. Compaiono un certo numero di risultati e quello che vedo non mi piace o meglio se penso che un mio possibile cliente possa vedere questi risultati non mi fa impazzire. Bene, avete qualcosa su cui lavorare.
  3. Compaiono un certo numero di risultati e quello che vedo mi piace molto. Bravi, complimenti! Permettetemi però di dubitare o almeno di ipotizzare che un miglioramento sia possibile.

Nel primo caso se dovete iniziare da zero potete fare molto e magari avrete bisogno dell’aiuto di un esperto web marketing, ma se intanto volete iniziare e non avete molto tempo il mio suggerimento è di iniziare con un profilo Google Plus (o Google Map) e/o una pagina Facebook e/o un profilo LinkedIn. Nei casi 2 e 3, invece, necessariamente dovrete iniziare lavorando sui risultati già in essere e molto dipenderà da come e quando potete agire voi direttamente su di essi. Ad esempio: se il problema è il vostro profilo Facebook, chiaramente voi siete gli unici fautori del vostro destino; se invece vi preoccupano i contenuti a voi riferiti scritti però da terze parti su siti web, blog o social network, in questo caso dovrete contattare gli autori personalmente o, se non è possibile, lavorare per costruire delle alternative di valore.

Fatte queste premesse, tenete sempre bene a mente il vostro pubblico di riferimento quando agite on line e curate la vostra immagine digitale tanto quanto curate voi stessi la mattina prima di andare in studio.

BONUS ASSUNZIONI GARANZIA GIOVANI 2017

Bonus assunzioni Garanzia Giovani 2017: bonus confermati e potenziati con la Legge di Stabilità 2017

Il Bonus assunzioni Garanzia Giovani è stato confermato e potenziato anche per il 2017.

Ci sono diverse novità sul Bonus Garanzia Giovani 2017, poiché nella Legge di Stabilità 2017 sono previste diverse misure volte a potenziare le agevolazioni fiscali e contributive per quelle imprese che assumono giovani under 30.

Inoltre lo sgravio contributivo per le aziende che approfittano di Garanzia Giovani è stato quasi raddoppiato, così da incentivare le assunzioni.

Tra i bonus occupazionali previsti dalla Legge di Stabilità c’è anche il bonus per neo-diplomati 2017, un contributo riconosciuto a tutte quelle aziende che assumono gli studenti che hanno svolto un numero determinato di ore previste dall’alternanza scuola-lavoro.

Cos’è Garanzia Giovani 2017 e chi può usufruire del Bonus? Quali sono gli importi del 2017? Ecco tutto quello che c’è da sapere sul nuovo Bonus Garanzia Giovani potenziato con la Legge di Stabilità 2017 e quali sono i giovani che rientrano nel piano del bonus occupazionale.

Bonus assunzioni Garanzia Giovani 2017: come funziona e importi

Il nuovo Bonus Garanzia Giovani è un contributo economico riconosciuto dallo Stato alle aziende che assumono dei giovani. Per poter rientrare nel piano assunzioni, però, il giovane deve essere iscritto al programma Garanzia Giovani e deve avere un’età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Quindi, alle imprese che vogliono assumere attraverso questo programma viene riconosciuto un bonus occupazionale per le nuove assunzioni. Inoltre, sono previsti anche incentivi per i tirocini e per i contratti di apprendistato.

Con la Legge di Stabilità 2017 lo sgravio contributivo previsto per l’azienda che assume un giovane iscritto a Garanzia Giovani è stato aumentato, tant’è che si può arrivare fino ad un massimo di 8.060€ annui per un giovane assunto con contratto a tempo indeterminato.

Come fare per sapere quando spetta e come fare domanda?

Contattaci per una consulenza ASSOLUTAMENTE GRATUITA E SENZA IMPEGNO telefonando al numero 055/8739973 oppure compilando il form sottostante.

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FIDO BANCARIO POCO MOVIMENTATO

financial-crisis-544944_1920In un momento storico come questo, in cui i clienti pagano allungando i tempi e spesso non pagano proprio e fare l’imprenditore, l’artigiano o il professionista è davvero difficile e rischioso.

Difatti, a  seconda dei giorni che vengono concessi per il pagamento delle fatture, le aziende spesso si trovano strutturalmente senza soldi.

Quindi questa mancanza di liquidità finanziaria, inevitabilmente, sfocia nella necessità di utilizzare, maggiormente il denaro preso in prestito dalla banca.

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E spesso le aziende sono in ritardo, o in insolvenza  nel pagamento di mutui, finanziamenti, competenze trimestrali, e delle tasse e tributi correnti.

L’utilizzo “a tappo” del fido di cassa è l’errore più grosso che si possa commettere nella gestione dei rapporti bancari, poiché porta il correntista, nel medio periodo, ad un aumento considerevole degli interessi passivi e al conseguente azzeramento dei margini di guadagno della sua attività.

Da qui in poi il fido di cassa viene movimentato sempre meno e per un periodo di tempo prolungato il saldo del conto corrente rimane costantemente a debito, che aumenta di trimestre in trimestre.

Il conto “in rosso” matura interessi e spese che ogni tre mesi vengono addebitate e che indirizzano il saldo del conto corrente in una situazione sempre peggiore. Difatti, ogni addebito trimestrale fa andare il saldo fuori fido, aumentando, considerevolmente, i costi.

Ma non solo, in occasione della revisione dei fidi la banca si rende conto dell’anomalia nell’andamento del fido di cassa e inizia a valutare, questa posizione, come particolarmente rischiosa. In pratica la scarsa movimentazione del fido è un segnale, per la banca, che c’è qualcosa che non funziona nel modello di business dell’azienda e che, per di più, questa situazione non è risolvibile (leggi l’approfondimento) us

Quali sono i rischi per il cliente/correntista:

Riduzione dei fidi fino alla totale revoca delle linee di credito concesse con conseguente segnalazione in Centrale Rischi come posizione “ad incaglio” o “a sofferenza” creando una situazione di allarme anche per gli altri Istituti di Credito con i quali l’azienda lavora.

QUINDI: Totale “INGESSAMENTO” e BLOCCO dell’azienda.

Se vuoi saperne di più ed essere contattato, compila il form sottostante:

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