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BUONI PASTO, LA LORO DISCIPLINA AI FINI DELLE IMPOSTE DIRETTE

Ai sensi dell’articolo 51, comma 1, lettera c, Tuir, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendentele somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro nonché quelle in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro o gestite da terzi“.

L’articolo 51, Tuir prende in considerazione diverse ipotesi di somministrazione di alimenti e bevande a dipendenti, e precisamente:

  • Somministrazione diretta o gestione diretta/indiretta di una mensa da parte del datore di lavoro;
  • Prestazione di servizi sostitutivi di mense aziendali (ticket restaurant);
  • Riconoscimento di una somma a titolo di indennità sostitutiva di mensa.

A ciascuna di esse corrisponde un differente trattamento fiscale.

Analizzando il primo punto, è opportuno sottolineare che non assumono rilievo, per la determinazione del reddito di lavoro dipendente, le somministrazioni di vitto da parte del datore di lavoro.

Non configurano redditi da lavoro dipendente anche le somministrazioni in mense organizzate direttamente dal datore di lavoro, oppure gestite da terzi a seguito di apposite convenzioni o nell’ambio di specifici contratti di appalto o somministrazione.

Sono comprese le convenzioni con ristoranti/bar e la fornitura di cestini preconfezionati contenenti il pasto dei dipendenti.

Ciò significa che un’ipotetica convenzione con un ristorante o bar può essere assimilata alla mensa aziendali, ragion per cui non sono previsti limiti oltre i quali le somme assumono rilievo per la quantificazione del reddito di lavoro dipendente.

Possono essere assimilate a queste fattispecie anche le card elettroniche.

Grazie a quest’ultime viene riconosciuta al dipendente la possibilità di beneficiare di un servizio di mensa aziendale “diffusa”, potendo recarsi in diversi esercizi pubblici convenzionati, dotati di appositi terminali per consentire il riconoscimento del dipendente utilizzatore del badge.

La card non rappresenta quindi uno strumento idoneo ad individuare il dipendente che ha diritto di ricevere la somministrazione del pasto, ragion per cui le prestazioni rese attraverso essa non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente.

La situazione è diversa se si fa riferimento ai ticket restaurant, che non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente fino all’importo complessivo di 4€ il giorno, aumentato a 8€ in caso di prestazioni rese in forma elettronica.

E’ stato definitivamente chiarito che i buoni pasto possono essere corrisposti anche nel caso in cui l’orario di lavoro non riconosca al dipendente una pausa pranzo, anche se il dipendente ha un contratto di lavoro part-time. Tuttavia deve esserci un collegamento tra le giornate effettivamente lavorate e le prestazioni, quindi le somme possono essere escluse dal reddito di lavoro dipendente solo nel caso i buoni pasto vengano corrisposti a fronte delle giornate effettivamente lavorate.

Il limite di 5,29€ trova infine applicazione, anche con conferimento delle indennità sostitutive di mensa corrisposte a agli addetti ai cantieri edili, ad altre strutture lavorative a carattere temporaneo o ad unità produttive ubicate in zone dove manchino strutture o servizi di ristorazione. In tutti gli altri casi, eccetto quelli sopracitati , le somme corrisposte ai dipendenti rilevano ai fini della formazione del reddito di quest’ultimi.