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APPALTI CON REVERSE CHARGE

L’inversione contabile ai fini IVA è estesa alle prestazioni di servizi effettuate tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali comunque denominati. Caratterizzati da prevalente utilizzo di manodopera presso le sedi di attività del committente, utilizzando beni strumentali di sua proprietà o a egli riconducibili.

E’ quanto previsto dalla nuova lettera a-quinquies dell’articolo 17, comma 6, D.P.R. 633/1972, evidenziando che l’efficacia di tale nuova ipotesi di reverse charge IVA è subordinata al rilascio di un’autorizzazione da parte del Consiglio UE.

Questa disposizione richiede, in materia delle ritenute sui lavoratori dipendenti, che l’importo complessivo delle opere o dei servizi affidati all’impresa appaltatrice sia superiore a 200.000 euro nell’arco di un anno. Ai fini IVA non è prevista alcuna soglia.

Nel comma 1 dell’articolo 4 D.L. 124/2019, nel quale la nuova lettera “a-quinquies” è stata inserita, si fa riferimento alle imprese che affidano il compimento di opere e servizi tramite contratti di appalto, subappalto e affidamento. Mentre nel comma 3 è previsto che si debba trattare di prestazioni di servizi effettuate tramite i sopracitati contratti.

Ai fini IVA sono da escludersi tutti quei contratti rientranti nella fattispecie di cessioni di beni con posa in opera, poiché in tali casi l’operazione è riconducibile alle cessioni di beni e non alle prestazioni di servizi.

Questa precisazione non è tuttavia contenuta nel comma 1 dell’articolo 4, per questo motivo è giusto chiedersi se possono rientrare nei nuovi obblighi di controllo da parte del committente anche quei contratti che ai fini IVA non possono ricondursi alle prestazioni di servizi.

In attesa di chiarimenti da parte dell’Agenzia delle entrate , si ritiene che facendosi riferimento a contratti di appalto, subappalto, affidamento o “rapporti comunque denominati”, in tale ambito possano rientrare contratti non necessariamente ricadenti nelle prestazioni di servizi, ferma restando la presenza anche degli altri requisiti, cioè il prevalente uso della manodopera presso le sedi del committente e di utilizzo dei suoi beni strumentali.

In tali casi, ai fini IVA, non si rende applicabile l’inversione contabile bensì sarà necessario applicare l’IVA con l’ordinario sistema della rivalsa.