ABUSI EDILIZI: AUTONOMIA FRA PROFILO PENALE E PROFILO AMMINISTRATIVO

Il potere di contrastare gli illeciti fatti sul territorio, è demandato a più autorità, ciascuna delle quali si occupa di interessi pubblici diversi.

Il tribunale penale cui era sottoposta la vicenda, aveva condannato il proprietario di un immobile ai ai sensi dell’art. 44 c.1 lettera b) che disciplina l’ipotesi di interventi edilizi realizzati in modo difforme o in difetto del permesso di costruire (arresto fino a 2 anni ed ammenda da 10.328 a 103.290 euro).

Secondo il giudice, nel caso in esame, il permesso di costruire era “inesistente”.

Il comune, a seguito della sentenza, aveva ordinato la demolizione dell’edificio, in “ottemperanza” alla sentenza penale.

Subito dopo, il proprietario ricorre al TAR per far annullare l’ordine di demolizione, sul presupposto che il comune non ha alcuna competenza in materia di esecuzione della sentenza penale, poiché l’unico competente è il Pubblico Ministero. Oltretutto, nell’ordinanza non vi era altra motivazione se non che il richiamo della sentenza di condanna.

Per cui, il TAR ha annullato il provvedimento del Comune, il quale avrebbe dovuto attivarsi per una propria indagine istruttoria amministrativa.

In assenza di tale istruttoria, l’amministrazione non può denunciare alcuna demolizione.

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